Forse perché della melodia inaudita
della notte nulla sai
e ti trascini tra lampioni spenti,
in periferie sporche,
fra mercenari di erotiche sostanze
stupefacenti;
e della notte nulla conosci,
se non gli spari
che a volte rintoccano sui crani
di sfortunati passanti.
La sorte - mala o bona -
non è fiato di voce
che significhi qualcosa
negli angoli di strada.
Felicità infetta gli amori consumati
sui cigli dei marciapiedi
e nei tuffi dei canali sporchi
di catrame.
E chi la afferra nelle pieghe della notte,
nelle pause della mente,
rovistando tra l'io-penso,
cerca e trova pace
negli anfratti
dove il mare s'alza in gran burrasca.
S.R.