Forse perché della melodia inaudita
della notte nulla sai
e ti trascini tra lampioni spenti,
in periferie sporche,
fra mercenari di erotiche sostanze
stupefacenti;
e della notte nulla conosci,
se non gli spari
che a volte rintoccano sui crani
di sfortunati passanti.
La sorte - mala o bona -
non è fiato di voce
che significhi qualcosa
negli angoli di strada.
Felicità infetta gli amori consumati
sui cigli dei marciapiedi
e nei tuffi dei canali sporchi
di catrame.
E chi la afferra nelle pieghe della notte,
nelle pause della mente,
rovistando tra l'io-penso,
cerca e trova pace
negli anfratti
dove il mare s'alza in gran burrasca.
S.R.
venerdì 25 agosto 2017
domenica 25 giugno 2017
Siccità
Ho il giardino pieno di lucciole.
Finita l'acqua per annaffiare il campo,
siamo pronti per la lunga e calda giornata:
l'importante è reprimere il dissenso.
Arso il deserto del giardino:
comunque, sto ancora aspettando che piova.
Nemmeno un battere d'ali si sente.
Ma ho sentito un tuono.
Il grizzly di Yellowstone rimosso dalle specie a rischio:
un altro futuro è possibile.
S.R.
Finita l'acqua per annaffiare il campo,
siamo pronti per la lunga e calda giornata:
l'importante è reprimere il dissenso.
Arso il deserto del giardino:
comunque, sto ancora aspettando che piova.
Nemmeno un battere d'ali si sente.
Ma ho sentito un tuono.
Il grizzly di Yellowstone rimosso dalle specie a rischio:
un altro futuro è possibile.
S.R.
mercoledì 14 giugno 2017
A Giovanna
E adesso che è reciso
anche l'ultimo spago,
torno al mio solito viaggio
fra mari aperti e sconosciute sponde.
Forse per questo
amo le opere incompiute.
Posare l'ultima pietra ha sempre
un'aria tombale;
spesso più facile è disseminare
di piccoli grani la strada
che mai nessuno riuscirà a ritrovare.
Perché la tensione alle cose infinite
prevede l'eterno iniziare,
col terrore di chiudere
e il tremore di non arrivare.
È inumano spiegare all'orizzonte le vele
e fuggire
quando lo si vede avanzare.
Per questo mi muovo fra perdita e profitto
e li sposo con identico ardore
e li attendo con lo stesso timore.
anche l'ultimo spago,
torno al mio solito viaggio
fra mari aperti e sconosciute sponde.
Forse per questo
amo le opere incompiute.
Posare l'ultima pietra ha sempre
un'aria tombale;
spesso più facile è disseminare
di piccoli grani la strada
che mai nessuno riuscirà a ritrovare.
Perché la tensione alle cose infinite
prevede l'eterno iniziare,
col terrore di chiudere
e il tremore di non arrivare.
È inumano spiegare all'orizzonte le vele
e fuggire
quando lo si vede avanzare.
Per questo mi muovo fra perdita e profitto
e li sposo con identico ardore
e li attendo con lo stesso timore.
sabato 10 giugno 2017
Isole
Scricchiola la sabbia sotto le zampe.
Due isole sole non possono stare
in attesa della schiuma;
le onde strappano brandelli di pelle
e li conciano come armature
flessibili alle frecce.
Non sarà certo un ponte gettato
fra desolate sponde
a cementare l'instabilità
che ci sorregge,
ma vale tentare.
Insegnami l'architettura del mare
dell'infinito
della paura,
insegnami a stare e non-stare:
sostare si addice alle rocce
e noi isole siamo lente navi
sul mantello dei mari.
Catena non ci lega alle fondamenta
del tempo,
ma ad ogni istante
come opliti
fianco a fianco.
Prendimi allora come un ponte per mano,
ché precipitare assieme non è più rovina,
ma eroica impresa esistenziale.
10/10/2017
Due isole sole non possono stare
in attesa della schiuma;
le onde strappano brandelli di pelle
e li conciano come armature
flessibili alle frecce.
Non sarà certo un ponte gettato
fra desolate sponde
a cementare l'instabilità
che ci sorregge,
ma vale tentare.
Insegnami l'architettura del mare
dell'infinito
della paura,
insegnami a stare e non-stare:
sostare si addice alle rocce
e noi isole siamo lente navi
sul mantello dei mari.
Catena non ci lega alle fondamenta
del tempo,
ma ad ogni istante
come opliti
fianco a fianco.
Prendimi allora come un ponte per mano,
ché precipitare assieme non è più rovina,
ma eroica impresa esistenziale.
10/10/2017
mercoledì 19 aprile 2017
Verrà la morte
Verrà la morte
e non ci sarà niente da fare,
se non restare ad occhi aperti
ad aspettare il mondo passare,
sempre uguale,
ché poco cambia dove si posi,
sopra i miei occhi spenti o su altri.
Lo statico muoversi delle stagioni
sentirà il mondo incedere,
ma non noi.
Confondo predicati e soggetti, lo so:
immobile come una mosca
che sui suoi vitrei occhi
vede risplendere infiniti mondi
che non vede,
ramingo nella realtà,
fermo nel moto sarò,
più specchio che creatore di cose.
e non ci sarà niente da fare,
se non restare ad occhi aperti
ad aspettare il mondo passare,
sempre uguale,
ché poco cambia dove si posi,
sopra i miei occhi spenti o su altri.
Lo statico muoversi delle stagioni
sentirà il mondo incedere,
ma non noi.
Confondo predicati e soggetti, lo so:
immobile come una mosca
che sui suoi vitrei occhi
vede risplendere infiniti mondi
che non vede,
ramingo nella realtà,
fermo nel moto sarò,
più specchio che creatore di cose.
sabato 11 febbraio 2017
Agorà
Danza
a passo zoppicante di valzer.
E quando ti è accanto
palpita, irregolare, e sembra
- un due tre un due tre -
come l'altra rotaia dei binari
un compagno assente,
che ti tradisce per tre denari:
il respiro.
S.R.
a passo zoppicante di valzer.
E quando ti è accanto
palpita, irregolare, e sembra
- un due tre un due tre -
come l'altra rotaia dei binari
un compagno assente,
che ti tradisce per tre denari:
il respiro.
S.R.
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