Ho il giardino pieno di lucciole.
Finita l'acqua per annaffiare il campo,
siamo pronti per la lunga e calda giornata:
l'importante è reprimere il dissenso.
Arso il deserto del giardino:
comunque, sto ancora aspettando che piova.
Nemmeno un battere d'ali si sente.
Ma ho sentito un tuono.
Il grizzly di Yellowstone rimosso dalle specie a rischio:
un altro futuro è possibile.
S.R.
domenica 25 giugno 2017
mercoledì 14 giugno 2017
A Giovanna
E adesso che è reciso
anche l'ultimo spago,
torno al mio solito viaggio
fra mari aperti e sconosciute sponde.
Forse per questo
amo le opere incompiute.
Posare l'ultima pietra ha sempre
un'aria tombale;
spesso più facile è disseminare
di piccoli grani la strada
che mai nessuno riuscirà a ritrovare.
Perché la tensione alle cose infinite
prevede l'eterno iniziare,
col terrore di chiudere
e il tremore di non arrivare.
È inumano spiegare all'orizzonte le vele
e fuggire
quando lo si vede avanzare.
Per questo mi muovo fra perdita e profitto
e li sposo con identico ardore
e li attendo con lo stesso timore.
anche l'ultimo spago,
torno al mio solito viaggio
fra mari aperti e sconosciute sponde.
Forse per questo
amo le opere incompiute.
Posare l'ultima pietra ha sempre
un'aria tombale;
spesso più facile è disseminare
di piccoli grani la strada
che mai nessuno riuscirà a ritrovare.
Perché la tensione alle cose infinite
prevede l'eterno iniziare,
col terrore di chiudere
e il tremore di non arrivare.
È inumano spiegare all'orizzonte le vele
e fuggire
quando lo si vede avanzare.
Per questo mi muovo fra perdita e profitto
e li sposo con identico ardore
e li attendo con lo stesso timore.
sabato 10 giugno 2017
Isole
Scricchiola la sabbia sotto le zampe.
Due isole sole non possono stare
in attesa della schiuma;
le onde strappano brandelli di pelle
e li conciano come armature
flessibili alle frecce.
Non sarà certo un ponte gettato
fra desolate sponde
a cementare l'instabilità
che ci sorregge,
ma vale tentare.
Insegnami l'architettura del mare
dell'infinito
della paura,
insegnami a stare e non-stare:
sostare si addice alle rocce
e noi isole siamo lente navi
sul mantello dei mari.
Catena non ci lega alle fondamenta
del tempo,
ma ad ogni istante
come opliti
fianco a fianco.
Prendimi allora come un ponte per mano,
ché precipitare assieme non è più rovina,
ma eroica impresa esistenziale.
10/10/2017
Due isole sole non possono stare
in attesa della schiuma;
le onde strappano brandelli di pelle
e li conciano come armature
flessibili alle frecce.
Non sarà certo un ponte gettato
fra desolate sponde
a cementare l'instabilità
che ci sorregge,
ma vale tentare.
Insegnami l'architettura del mare
dell'infinito
della paura,
insegnami a stare e non-stare:
sostare si addice alle rocce
e noi isole siamo lente navi
sul mantello dei mari.
Catena non ci lega alle fondamenta
del tempo,
ma ad ogni istante
come opliti
fianco a fianco.
Prendimi allora come un ponte per mano,
ché precipitare assieme non è più rovina,
ma eroica impresa esistenziale.
10/10/2017
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