(di Leonardo Moscati)
Quanto mi piace averlo usato
se non per questo:
per averlo sprecato.
Scrivere qualcosa e poi cancellarla
come fosse un mio segreto
ma andare più in là: dimenticarla.
Fermarmi alla finestra e guardare lontano
quasi ci fosse una musica
da cogliere come un frutto
dal sottofondo.
Aspettare che sopraggiunga un po' di noia
magari un brivido di stanchezza,
aspettare una chiamata da qualsiasi fonte
mettermi in attesa di un segno qualunque,
di un dettaglio da raccontare
magari da falsare, appena appena, il giusto.
Lasciare che una zanzara mi punga
e osservarla, non permettere che fugga.
Chiedermi il perché delle cinque dita
e lasciar correre, non importa.
Canticchiare, sempre lì alla finestra,
la malinconia è questa
scorgere un sorriso triste
che prima o dopo verrà riempito
da labbra carnose, da un rossetto,
su cui scivolerà una lacrima
sporca d'ombretto.
Fingo di portarla via da quel viso
con un gesto della mano
protesa dov'è lo sguardo, lontano.
Leonardo Moscati
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