giovedì 28 aprile 2016

Labyrinthos

Assonnato dormo
un'altra notte;
sveglio vado
pavido per le strade
e i meandri della mente;
lungo, il verso sconfina
oltre il bordo della pagina,
attaccato dalla morsa di cesoie,
canto di sirena,
lingua di fumo che lecca l'atmosfera,
cade debole
come il diamante. La sua luce
è nei cristalli infiniti
frammenti multicolori.

E mentre è primavera nell'aria,
il freddo febbrile attanaglia le carni:
verde muore l'erba,
verde l'erba nasce.

aprile 2016
Simone Risoli

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